Si sono spente le luci sulla sala Rari, alla Biblioteca Nazionale, per la prima presentazione ufficiale del mio libro: IL LUOGO DEGLI SPECCHI OPPOSTI – PREMIO CIMITILE 2017.
È il momento di approfondire i contenuti, di raccogliere altri giudizi, altre sensazioni, altre emozioni; di incontrare nuovi appassionati del leggere. Presto saranno note le date e luoghi degli incontri, se vi fa piacere.

È anche il momento di esternare gratitudine per coloro che hanno creduto in questo progetto un po’ particolare; per chi ha avuto parole di apprezzamento e incoraggiamento per renderlo ancora più accattivante. Grazie anche a chi l’ha criticato con asprezza. Le critiche, se non scoraggiano, spronano a fare meglio. Grazie a chi ha partecipato, tralasciando anche importanti impegni, agli eventi che hanno visto il sottoscritto, protagonista di questa bellissima esperienza. Un bacio al mio “staff casalingo”: quello al quale ho dedicato il libro; mi ha aiutato per le attività complementari alla scrittura come una squadra efficiente e affiatata!
Ma concedetemi un ringraziamento alla SIGNORA PASSIONE. Quanti sacrifici per “lei”! Per trovare ancora energie dopo lo sfinimento di giornate stressanti; per FARE STORIE, superando le difficoltà di strumenti precari e di ambienti inadatti; contrastando il perenne sospetto (spesso quasi certezza) di stare a perdere solo tempo con illogici guazzabugli.
Senza la consacrazione del PREMIO CIMITILE 2017, tuttavia, questo lavoro sarebbe comunque rimasto nell’oblio eterno dell’anonimato. Anche le PERSONE, che questo prestigioso riconoscimento mi ha permesso di incontrare, sono seguaci della SIGNORA PASSIONE: Felice Napolitano, Presidente Fondazione Premio Cimitile; Ermanno Corsi, Presidente Commissione scientifica e tecnica di valutazione; Diego Guida, Editore; Ida Di Martino, speaker di Kiss Kiss Italia. Grazie a tutti voi, di cuore!
Grazie anche alla Biblioteca Nazionale; a tutti coloro che mi hanno permesso di accedere alla prestigiosa sala Rari; a Lydia Tarsitano, che ne ha mediato le attività.
Gratitudine a Gianpaolo Cono, autore dell’opera di copertina. Per permettermi di esporre l’originale alla Biblioteca, e poi farmene graditissimo dono, ha fatto i salti mortali, visto che la stessa era in giro per varie gallerie di tutta Europa!
La copertina appunto, contiene il settimo, e non ultimo, enigma del libro! Cercavo qualcosa di non convenzionale, di non banale; un’icona per identificare il mio libro in questo mare infinito di opere letterarie. Gianpaolo mi ha proposto quella che poi avrei scelto. In una sorta di squisita disponibilità, ha poi replicato con almeno altre quaranta alternative! E io… niente: fissato con il “primo amore”. Solo dopo mi ha detto il titolo di quella che avevo scelto: ATTRAVERSO GLI SPECCHI. Incredibile! Quasi come predestinate, libro e opera esprimono gli stessi concetti. Due cose diversissime, eppure speculari. Un’altra forte emozione!
E ora permettetemi “altri” ringraziamenti. A chi? Non lo immaginate? Ai miei personaggi, naturalmente! Si sono gongolati a lungo in questi giorni. Prima della presentazione ho addirittura incontrato, nei corridoi della biblioteca, Ubaldo Avallone; si proprio lui, il mio Uba’. Era in un angolo ad aspettarmi. Sembrava più piccolo del solito, forse annichilito dalla maestosità degli ambienti che lì sovrastano ogni cosa. Gli sono passato accanto facendo finta di non notarlo. Pensavo: “ Gesù, cominciamo un’altra volta? Qua’ dentro, poi?”
“ Ti devo parlare” ha esordito, come al solito senza saluti e inutili preamboli. “ È successa un’altra volta quella cosa… La prima… “
“ No! Per piacere, lasciami in pace! mo’ tengo da fare!” Gli ho risposto brusco, quasi ignorandolo, continuando verso il mio evento.
“ Ma possibile che nessuno si è accorto che nel libro c’era un mistero non svelato? Nemmeno tu?” Mi ha chiesto.
“Vattene!” Gli ho intimato sommessamente, ma con tono definitivo. Una persona incrociata in quel momento, mi ha guardato come se avessi avuto una pila di manoscritti sulla testa. Pentito della mia reazione, effettivamente troppo brusca, mi sono voltato verso Ubaldo. Volevo lanciarci almeno un sorriso riparatore. Era sparito, chissà finito dove. Ma ne sono certo, non mi lascerà in pace. Forse mentre state leggendo queste righe, già mi sta raccontando cose…


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